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Dalle fortificazioni militari ai masi tradizionali: i tesori dei borghi della Val di Sole

L’identità culturale dei territori alpini è preservata dai centri abitati che popolano le fondo-valli racchiuse tra le montagne. Questi presidi custodiscono le testimonianze storiche e le tradizioni rurali della Val di Sole.

Gli antichi insediamenti ben tenuti si possono riconoscere dalla cura con cui vengono gestiti e promossi i patrimoni architettonici ereditati dal passato. Solo così si possono ottenere i riconoscimenti che generano e sostengono i flussi turistici.

I piccoli comuni che entrano a far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia ottengono una maggiore visibilità e un accesso privilegiato ai finanziamenti per la rigenerazione urbana. Tuttavia, si devono rispettare dei criteri piuttosto rigidi che riguardano lo stato di conservazione degli edifici storici, la vivibilità e l’accoglienza.

Ecco le prerogative dei borghi da visitare in Val di Sole perché tra questi centri si possono ammirare i resti di antichi insediamenti, le architetture medievali o i tipici masi raggruppati sui pendii delle montagne.

Le radici storiche dei borghi della Val di Sole

I primi centri abitati risalgono al periodo della protostoria europea, quando le popolazioni retiche occuparono queste valli montane. Questi insediamenti sorsero cinque secoli prima della dominazione romana, ma alcune tracce della presenza umana risalgono al Mesolitico e all’Età del Bronzo.

I romani integrarono la Val di Sole nelle rotte commerciali transalpine che collegavano il cuore dell’impero con le colonie e le fortificazioni del Nord Europa. Durante il Medioevo, questo territorio entrò nella sfera d’influenza del Principato Vescovile di Trento e i borghi vennero affidati alle famiglie nobili locali.

Ossana: tra fortificazioni medievali e antiche tradizioni artigianali

Questo borgo è noto per la presenza del Castello di San Michele che svetta sull’intera valle sottostante. Una fortificazione posta su uno sperone di roccia da cui si potevano controllare i movimenti lungo le strade dirette al Passo del Tonale.

Per visitare il mastio e il centro storico di Ossana si possono prenotare delle visite guidate con val-di-sole.net perché qui vi sono anche altri edifici in pietra e legno da ammirare. Soprattutto durante il periodo natalizio, quando vengono esposti i celebri presepi artigianali tra i vicoli del borgo e i pittoreschi ingressi a botte delle abitazioni tradizionali.

Caldes: un’eredità composta da gusto e nobiltà

L’intero centro si sviluppa attorno al castello contraddistinto da una peculiare fusione di stili ed elementi architettonici differenti. La struttura difensiva originaria fu ampliata e trasformata in una residenza nobiliare con influenze sia gotiche che rinascimentali.

Castel Caldes svolge una rilevante funzione culturale nella Val di Sole, mentre l’economia locale ruota intorno alla coltivazione di diverse varietà di mele. Eppure, il prodotto tipico è un formaggio a pasta cruda fatto col latte vaccino e noto col nome di Casolét.

Gli altri borghi storici della Val di Sole da raggiungere e visitare

Malé è il centro amministrativo del territorio e la sede del Museo della Civiltà Solandra dedicata alla tradizione rurale della valle. Un retaggio culturale che i turisti possono scoprire prima di visitare Trento e i suoi monumenti rinascimentali.

In particolare dopo una gita fuori porta tra le frazioni di Bolentina e Montés, dove ci sono ancora i masi tradizionali col piano terra in pietra e quello superiore in legno di larice. Le tracce del passato legato al Principato Vescovile di Trento si possono si possono scorgere nella Chiesa della Natività di Maria a Pellizzano.

Il campanile cuspidato è un punto di riferimento per l’intera valle, mentre all’interno vengono custoditi gli affreschi realizzati dai pittori itineranti Baschenis e gli altari lignei a portelle della scuola tardogotica tedesca.